LIBERTA’ E APPARTENENZA

Le due libertà e il problema del collettivo

Il consenso per la libertà
Le persone sono comunemente favorevoli a difendere la propria libertà individuale di scelta.
Gli individui scelgono in base alle proprie preferenze individuali, ma le proprie scelte riguardano
sia se stessi, sia i vari gruppi a cui appartengono.
Quali sono i gruppi?

Ognuno di noi appartiene a molti gruppi, dalla famiglia, alle aziende per cui lavoriamo o che
dirigiamo, ai circoli di interesse (squadre sportive a cui partecipano, gruppi culturali, chiese),
alle città dove viviamo, fino allo Stato.
Un individuo fa parte di diversi gruppi contemporaneamente, e per ognuno di essi abbiamo un
diverso grado di impatto delle nostre scelte.
Lo Stato nazione come promessa di libertà
Le decisioni di gruppo sono ineliminabili all’interno di qualsiasi società; queste limitano la
libertà individuale di un certo grado.
Le limitazioni di queste libertà diminuiscono la fede in un gruppo e portano alla formazione di
nuove idee.
Nel 19esimo secolo la nascita e la crescita degli Stati nazione è stata sostenuta da gruppi che si
definivano liberali. Di quale libertà parlavano?
Della libertà dell’individuo dalle decisioni di gruppi (gli Stati locali italiani, il Vaticano) che
limitavano la libertà di scelta. La promessa del nuovo gruppo (i nazionalisti italiani) era di
rivedere la gerarchia riducendo il potere locale e quindi ampliare le scelte dell’individuo.
I poteri locali sono stati ridotti: essi erano visti come limitanti delle libertà. Lo Stato nazione,
come nuovo gruppo, fonda la sua religione 1 su un’idea maggiormente astratta e impersonale
rispetto ai poteri locali, in grado di eliminare parte del conflitto tra gruppi (inglobandolo in un
Parlamento unico) e quindi di liberare maggiormente gli individui da essi.
Il conflitto tra libertà individuale e libertà di scelta nei gruppi
Questo spostamento del potere decisionale verso un gruppo più grande e impersonale ha
ampliato la libertà individuale delle persone. Il peso delle grandi aziende – cresciuto nei
processi di industrializzazione – e religioni locali si è ridotto, aumentando la facilità di uscita ed
entrata da questi gruppi da parte delle persone.
Il costo di questa evoluzione è però la riduzione nella capacità decisionale all’interno dei
gruppi di appartenenza.
Gli individui fanno parte di gruppi, e la gerarchia di importanza dei gruppi di cui facciamo parte è
strettamente personale e individuale. Una riduzione del loro peso porta conseguentemente
1 Per religione si intende “legame”, ovvero il concetto (o i concetti) che fondano l’esistenza di un gruppo

una riduzione del peso che posso avere nel prendere decisioni per il mio gruppo di
appartenenza.
La riduzione maggiore si ha sulla possibilità di escludere persone o “cose” e “idee” da un
gruppo. Ogni gruppo ha alla base un fondamento religioso, e la riduzione di potere –
conseguente ad un accentramento che vuole liberare gli individui dai gruppi, indebolisce
questo fondamento.
Le persone non sono sempre favorevoli a queste riduzioni di potere: in molti casi, alcuni dei
nostri gruppi di appartenenza sono gerarchicamente primari rispetto ad altri, e la riduzione di
potere viene percepita come una riduzione nella propria libertà di scelta all’interno del gruppo 2 .
Due definizioni di libertà
Esistono due attitudini completamente diverse nella definizione di libertà.
Il primo, più “antico”, è più gerarchico. Enfatizza la necessità di spostare il potere verso gruppi
“locali”, comparabilmente più vicini all’individuo. L’esito di questa idea è di aumentare il potere
decisionale, di controllo e di esclusione da parte dell’individuo che ne fa parte verso l’esterno,
ma aumenta il rischio di scelte che possano ridurre la sua libertà come persona (es. “prima i
lombardi”, “prima gli italiani”, “prima le aziende green”, “prima i lavoratori”, “prima le famiglie” o
altro, gli “interessi” della città, i dazi, meno immigrazione, difesa della “cultura” etc.). Chi è al di
fuori di questi gruppi, ha poco interesse verso di essi o non vuole partecipare al processo
decisionale percepisce una riduzione di libertà, sentendosi escluso.
Il secondo, più “moderno”, tende a ignorare i gruppi in cui l’individuo è incluso e parla
direttamente all’individuo. Predilige una centralizzazione delle decisioni verso gruppi meno
omogenei e più “distanti”, riducendo il rischio di esclusione da parte dei gruppi intermedi. Vuole
ridurre il conflitto attraverso parlamenti e Istituzioni di mediazione più generiche e meno
vincolate a desideri diretti delle persone. Le persone che hanno forte interesse personale o
religioso verso uno o più gruppi di cui fa parte percepiscono una riduzione della loro libertà
decisionale di escludere o includere su base valoriale individuale.
Quest’ultima versione è la base ideale del liberalismo che è stato nazionalista nell’800 ed è
europeista (o federalista europeo) oggi.
Le differenze di entrata nei gruppi
I gruppi a cui aderiamo non hanno però lo stesso grado di semplicità di adesione: alcuni sono
volontari (amici, chiesa, gruppi sportivi, nuova famiglia 3 ), alcuni lo sono in parte (azienda 4 , club
culturali) e altri non lo sono (famiglia in cui nasciamo, città, Stato).
Il grado di religiosità, ovvero di importanza dei valori “esclusivi” che caratterizzano un gruppo, è
molto alta nei gruppi di semplice adesione, mentre va riducendosi per i gruppi in cui è difficile
entrare.
2 Es. La famiglia è esclusiva, nel senso che io cresco i miei figli e non quelli di un altro. Nessuno sarebbe
favorevole a una “liberazione” degli individui nella famiglia delegando l’educazione di un figlio a qualcun
altro: manteniamo la possibilità di escludere altri da questa possibilità
3 La famiglia in cui si cresce non è scelta, lo è nel momento in cui ne formiamo una nuova
44 Alcune aziende escludono su base “meritocratica” (laurea) oppure su base culturale geografica
(aziende pubbliche, aziende estere)

Più il gruppo è scelto, più è forte la religione
La caratterizzazione religiosa rende il gruppo più omogeneo e importante per l’individuo che ne
fa parte; le persone sono più portate a difendere gruppi in cui i valori sono chiari e aderiscono
ai propri.
I gruppi meno omogenei, più distanti e nati con l’idea di ridurre il conflitto (es. Stato nazione
dell’800) mancano una caratterizzazione religiosa e sono più fragili; le persone tendono a
difendere meno queste Istituzioni.
La crescita economica come religione del liberalismo “moderno”
Nel 20esimo secolo la versione di libertà “moderna” ha enfatizzato il beneficio economico che
deriva dalla sua adesione.
La condizione umana non gradisce la scarsità e vede favorevolmente la “crescita” economica.
Essa, infatti, amplia le possibilità di acquistare beni, servizi o tempo nelle proprie vite.
Focalizzarsi sulla libertà individuale dell’individuo porta a una maggiore crescita rispetto a una
versione “antica” del liberalismo.
Riducendo il conflitto tra gruppi, aumenta la possibilità di scambio e specializzazione 5 .
La riduzione del potere esclusivo dei gruppi porta quindi alla crescita. Le due globalizzazioni
(metà ‘800 e la più recente) ne sono l’esito più coerente.
I rischi dell’accentramento
L’accentramento garantisce più libertà nella misura in cui impedisce ai gruppi di “escludere”.
Gli individui sono però parte di questi gruppi. La libertà di escludere e decidere fa parte della
libertà a cui le persone tengono maggiormente, specialmente per i gruppi a più’ alto tasso di
religiosità (la propria famiglia, la propria impresa, la propria chiesa, la propria città).
La dinamica di esclusione non è eliminata completamente da Istituzioni più impersonali: esiste
il rischio di inglobare i principi di esclusione ad una scala più alta.
Il conflitto tra libertà
Nella libertà “moderna” vengono enfatizzati valori di crescita economica.
No dazi, no protezioni, libertà di movimento di imprese e persone, no a manipolazioni
monetarie. Questo aumenta libertà dell’individuo, ma penalizza i gruppi intermedi di cui
l’individuo fa parte 6 .
Questioni di fede
Il conflitto tra due liberalismi è guidato dalla religiosità.

5 V. Hayek e il liberalismo come generatore di “conoscenza” superiore rispetto ai sistemi centralizzati
6 Se un individuo lavora per industria tessile a Biella, questo “perde” da punto di vista di alcuni gruppi
(l’azienda si sposta in Cina, la casa vale meno perché le persone se ne vanno) ma aumenta la propria
libertà di trovare nuove opportunità in altro luogo.

Se i gruppi di cui le persone fanno parte raccolgono un alto livello di religiosità (valori comuni e
facilmente identificabili), si tenderà a favorire il gruppo di appartenenza. Se la religiosità è
maggiormente tesa verso me stesso e la mia libertà di scelta come individuo, sceglierò la
seconda.
Un conflitto risolvibile?
L’equilibrio tra libertà dei gruppi senza che questi danneggino le possibilità di scelta e la libertà
dell’individuo costituisce la base del conflitto.
Se una società enfatizza maggiormente il concetto “antico” di libertà, questa vedrà una
maggiore appartenenza religiosa delle persone a gruppi (un “senso” più coerente con i propri
valori), con il rischio di minore crescita economica ed esclusione nei fatti di alcuni valori da una
pratica applicazione.
Se enfatizza di più la versione “moderna”, vedrà più crescita economica e un conflitto più
ideologico che pratico. Il rischio riguarda il senso di impotenza nel processo decisionale, la
nascita di una “aristocrazia” burocratica e lo spostamento del conflitto tra gruppi
semplicemente su scala più grande 7 .
Test politico di fede
Ci sono due fratelli (Marco e Matteo) che lavorano in due aziende diverse. L’azienda di Marco
sta comprando l’azienda dove lavora Matteo e ha pianificato di licenziare parte del personale,
Matteo incluso.
Marco ha l’onere di procedere con i licenziamenti, che nelle direttive dei Direttori includono
l’esclusione del ruolo attualmente occupato da Matteo.
Marco è molto legato a Matteo, i due si vedono settimanalmente e hanno un ottimo rapporto.
Marco è inoltre fedele all’azienda, ne condivide gli obiettivi e le politiche e si sente rispettato
dalla stessa, che ne apprezza la capacità di anteporre gli interessi del gruppo.
Matteo ha moglie e figli e un licenziamento lo metterebbe in forte difficoltà.
Marco ha due opzioni: cercare di aggirare le direttive aziendali e salvare la posizione di Matteo,
mentendo su alcune caratteristiche del suo lavoro, oppure eseguire l’ordine ricevuto senza
cercare di “salvare” il fratello.
Come dovrebbe agire Marco?
In questo caso abbiamo un conflitto tra due gruppi “religiosi”: la prevalenza di uno o dell’altro ha
giustificazioni morali solide per Marco, che in entrambi i casi entra in conflitto con la propria
appartenenza (in questo caso famiglia vs. valori professionali).
I valori rappresentati dalla libertà “moderna” enfatizzano l’importanza dei gruppi più grandi e
anonimi. Secondo questi valori i conflitti tra gruppi sono negativi e vanno “scalati” verso l’alto a
gruppi anonimi mediatori.

7 Vedi le guerre mondiali. Il conflitto “valoriale ed esclusivo” tra gruppi (Stati nazione) è lo stesso rispetto a
quello tra gruppi più piccoli, allargato su grande scala.

Gli argomenti che giustificheranno il Marco “aziendalista” andranno ad enfatizzare la sua
capacità di anteporre interessi privati. Sarà poi un altro ente “anonimo” e generale (lo Stato, La
regione, altri enti caritatevoli) ad occuparsi di aiutare Matteo.
I valori rappresentati dalla libertà “antica” prediligono le azioni individuali, verso il “basso” e più
“calde” ed emozionalmente coinvolte.
I valori che andranno sottolineati saranno la comprensione umana di Marco e l’aiuto che può
concedere al suo caro fratello.
L’azienda verrà messa in secondo piano e l’importanza “al dettaglio” dei licenziamenti compresa
nell’ambito anche di valori espressi da gruppi più piccoli.

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